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Settimana 29 · Luglio 2026

Un anno di dazi: l’export europeo verso gli Stati Uniti cala del 27% a inizio 2026

Tra gennaio e aprile 2026 le esportazioni dell'Unione verso gli USA valgono 159,8 miliardi di euro, il 27% in meno dello stesso periodo del 2025. L'avanzo commerciale europeo si è più che dimezzato.

Il commercio tra Unione europea e Stati Uniti porta ancora i segni della stagione dei dazi. Nel 2025 le esportazioni europee verso gli USA hanno raggiunto 554,7 miliardi di euro, poco sopra i 535,6 miliardi del 2024. Ma il dato annuale nasconde due metà molto diverse: un primo trimestre gonfiato dagli acquisti anticipati degli importatori americani — a marzo 2025 l’export mensile toccò il record di 71,6 miliardi — e un secondo semestre in netto calo, dopo l’entrata in vigore dei dazi e l’accordo di luglio che ha fissato al 15% l’aliquota su gran parte dei beni europei.

Il 2026 si apre in continuità con la seconda parte del 2025. Nei primi quattro mesi dell’anno l’Unione ha esportato negli USA beni per 159,8 miliardi di euro, contro 219,4 miliardi nello stesso periodo del 2025: -27%. Anche al netto dell’effetto anticipo del 2025, il livello mensile resta sotto quello del 2024.

Commercio di beni tra UE-27 e Stati Uniti, gennaio 2024 – aprile 2026
Miliardi di euro al mese, dati grezzi
Esportazioni UE verso USAImportazioni UE dagli USA

203040506070gen 24apr 24lug 24ott 24gen 25apr 25lug 25ott 25gen 26apr 2641,331,8Dazi USA

Fonte: Eurostat, dataset ext_st_eu27_2020sitc. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

L’avanzo si restringe

Mentre l’export europeo scende, le importazioni dagli Stati Uniti crescono: 356,7 miliardi nel 2025 contro 337,4 miliardi nel 2024, e un ulteriore aumento nel 2026, con marzo e aprile sopra i 31 miliardi mensili. Una parte dell’aumento riflette gli impegni presi dall’Unione nell’accordo commerciale (acquisti di gas naturale liquefatto e prodotti energetici americani), un’altra la crisi di Hormuz, che ha spinto l’Europa a sostituire le forniture del Golfo.

Il risultato è un avanzo commerciale europeo verso gli USA sceso, nei primi quattro mesi del 2026, a circa 41,3 miliardi di euro, contro 98,7 miliardi un anno prima.

E l’Italia?

Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di sbocco dell’export italiano dopo la Germania e il primo fuori dall’Unione. I comparti più esposti — meccanica, farmaceutica, agroalimentare, moda, vini — sono anche quelli con la più alta presenza di piccole e medie imprese, meno attrezzate per assorbire l’aumento dei costi. Il dato europeo suggerisce che il 2026 sarà un anno di riposizionamento: meno volumi verso gli USA, più attenzione ai mercati del Mediterraneo, del Golfo — una volta stabilizzato — e dell’Asia.