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Settimana 41 · Ottobre 2026

Prezzi delle case, l’Europa rallenta al +4,7%. Italia +4%: dal 2015 +21%, contro il +69% dell’UE

Nel secondo trimestre 2026 i prezzi delle abitazioni nell'UE crescono del 4,7% su base annua, il ritmo più basso dal terzo trimestre 2024; l'Italia è al 4,0%, come l'area euro, mentre Francia, Lussemburgo e Finlandia sono in calo. Dal 2015 i prezzi in Italia sono saliti del 21%, contro il 68,6% della media europea.

Nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono cresciuti del 4,7% rispetto a un anno prima, contro il 5,1% del primo trimestre e il 5,4% del secondo trimestre 2025. È il ritmo più basso dal terzo trimestre del 2024. Nell’area euro l’aumento è del 4,0%, lo stesso valore registrato dall’Italia, che rallenta dopo il 5,1% di inizio anno.

Le stime Eurostat pubblicate il 1° ottobre mostrano un mercato europeo che continua a salire, ma con andamenti molto diversi da Paese a Paese: il Portogallo segna +16,5% in un anno, mentre in Francia, Lussemburgo e Finlandia i prezzi sono più bassi di dodici mesi fa.

+4,7%Prezzi delle abitazioni nell’UE, II trim. 2026 su II trim. 2025 (I trim. 2026: +5,1%)
+4,0%Prezzi delle abitazioni in Italia, II trim. 2026 su II trim. 2025 (area euro: +4,0%)
+21,0% vs +68,6%Aumento dei prezzi delle case dal 2015: Italia e UE
Prezzi delle abitazioni, secondo trimestre 2026
Variazione % sullo stesso trimestre del 2025, indice dei prezzi delle abitazioni (nuove ed esistenti)
ItaliaMedia UE / area euroAltri

−4−2024681012141618Portogallo16,5Bulgaria15,5Lituania14,3Slovacchia13,6Croazia12,7Spagna12,1Romania12,1Lettonia11,4Ungheria10,2Danimarca9,4Slovenia9,1Cechia8,6Cipro7,9Malta6,9Polonia6,3Irlanda6,0Estonia5,8Austria5,1Svezia4,8UE-274,7Paesi Bassi4,3Area euro4,0Italia4,0Belgio2,1Germania0,6Francia−0,8Lussemburgo−2,2Finlandia−2,7

Fonte: Eurostat, dataset prc_hpi_q. Grecia non disponibile. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Una mappa a due velocità

Tra i 26 Paesi con dati disponibili, la crescita più forte si concentra nella periferia meridionale e orientale dell’Unione. Dopo il Portogallo vengono Bulgaria (15,5%), Lituania (14,3%), Slovacchia (13,6%) e Croazia (12,7%). La Spagna, con il 12,1%, resta l’unica grande economia con una crescita a due cifre, come la Romania.

All’estremo opposto ci sono i mercati che non hanno ancora ritrovato slancio dopo la stretta monetaria del 2022-2023. La Finlandia (−2,7%), il Lussemburgo (−2,2%) e la Francia (−0,8%) sono gli unici tre Paesi con prezzi in calo su base annua. La Germania è quasi ferma (+0,6%), il Belgio cresce del 2,1%. L’Italia, al 4,0%, è sesta partendo dal basso: solo cinque Paesi fanno meno.

Su base trimestrale il quadro italiano è meno debole di quanto suggerisca il dato annuo. Tra il primo e il secondo trimestre i prezzi in Italia sono saliti dell’1,7%, più che nell’UE (1,2%) e nell’area euro (1,1%). Il rallentamento della variazione annua dipende in parte dal confronto con il secondo trimestre 2025, quando l’aumento trimestrale era stato del 2,8%.

Germania e Francia, i grandi mercati fermi

La frenata europea viene soprattutto dai due maggiori mercati dell’area euro. In Germania la crescita annua è scesa in cinque trimestri dal 3,8% allo 0,6%; in Francia i prezzi sono calati per tre trimestri consecutivi rispetto al trimestre precedente (−0,8%, −0,7% e −0,8%) e la variazione annua è tornata negativa. Entrambi i Paesi restano sotto i massimi toccati nel 2022: la Germania dell’8,3%, la Francia del 6,6%.

La Spagna va nella direzione opposta. Da sei trimestri la crescita annua è sopra il 12%, e nel secondo trimestre ha rallentato solo di poco, dal 12,8% al 12,1%. L’Italia ha seguito un percorso più regolare: dal terzo trimestre del 2024 la variazione annua oscilla tra il 3,7% e il 5,1%, senza le ampie oscillazioni dei mercati del Nord.

Prezzi delle abitazioni, 2022-2026
Variazione % sullo stesso trimestre dell’anno precedente, dal I trimestre 2022 al II trimestre 2026
ItaliaUE-27Germania, Francia, Spagna

−12−10−8−6−4−20246810121420222023202420252026Spagna 12,1UE 4,7Italia 4,0Germania 0,6Francia −0,8

Fonte: Eurostat, dataset prc_hpi_q. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Il grafico animato ripercorre i dieci anni trimestre per trimestre: la Spagna che raddoppia i prezzi, la Germania che sale fino al 2022 e poi scende, l’Italia ferma fino al 2020 e in ripresa solo dopo.

Fonte: Eurostat, dataset prc_hpi_q (aggiornamento 1° ottobre 2026); ultimi trimestri provvisori per Italia, Germania e Francia. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche

In termini reali la crescita è quasi azzerata

Il rallentamento arriva mentre lo shock energetico ha spinto di nuovo l’inflazione verso l’alto. Tra aprile e giugno l’indice armonizzato dei prezzi al consumo è cresciuto in media del 3,0% sia in Italia sia nell’area euro. Al netto dell’inflazione, l’aumento dei prezzi delle case nel secondo trimestre si riduce quindi a poco meno dell’1% sia in Italia sia nell’area euro.

Per l’Italia c’è poi un divario di lungo periodo. Rispetto alla media del 2015 i prezzi delle abitazioni sono saliti del 21,0%, contro il 68,6% dell’UE, il 53,5% della Germania e il 25,5% della Francia. In Spagna sono raddoppiati (+100,6%). Fino al 2020 il mercato italiano è rimasto sostanzialmente fermo sui livelli del 2015, e la crescita è iniziata solo dal 2021: per questo, nonostante gli aumenti degli ultimi due anni, la distanza dal resto d’Europa resta ampia.

Indice dei prezzi delle abitazioni, 2015-2026
Indice, media 2015 = 100, dati trimestrali dal I trimestre 2015 al II trimestre 2026
ItaliaUE-27Germania, Francia, Spagna

90110130150170190210201520172019202120232025Spagna 200,6UE 168,6Germania 153,5Francia 125,5Italia 121,0

Fonte: Eurostat, dataset prc_hpi_q. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Nuove ed esistenti: in Italia rallentano entrambe

In Italia il rallentamento riguarda tutti i segmenti del mercato. I prezzi delle abitazioni esistenti sono cresciuti del 3,7% su base annua, dal 4,6% del primo trimestre. Quelli delle abitazioni nuove sono saliti del 5,0%, dal 6,7%. Nell’area euro le abitazioni esistenti crescono del 3,9% e quelle nuove del 4,3%.

I prossimi trimestri diranno se la frenata europea si consoliderà. L’inflazione non dà segnali di rientro: secondo la stima preliminare, a settembre è salita al 4,1% in Italia e al 3,8% nell’area euro. Con prezzi al consumo in crescita a questi ritmi, anche un aumento nominale dei prezzi delle case intorno al 4% si traduce in valori reali quasi stabili, e chi vende in Germania o in Francia continua a farlo a prezzi più bassi di quattro anni fa.