andreatroisi.it troisiricerche.net ITP Mappatura delle Competenze Registro delle Competenze CustomerPA™ BenessereOrg. Formazione TIP TroisiInsight DigitalizzazionePA Dibattito Pubblico VoiceInHub Governance Fin. Internazionalizzazione BDG
Analisi Dashboard Report Territori & PA Archivio Chi siamo Newsletter →
LinkedIn YouTube
Settimana 42 · Ottobre 2026

Disoccupazione, l’Italia risale al 6,2%: in tre mesi 159 mila disoccupati in più

Ad agosto 2026 la disoccupazione in Italia sale al 6,2%, dal 5,6% di maggio e dal 5,5% di gennaio, il minimo della serie Eurostat. L'area euro resta al 6,4%: i 128 mila disoccupati in più in un anno in Italia valgono quasi metà dell'aumento europeo.

Ad agosto 2026 il tasso di disoccupazione in Italia è salito al 6,2%, dal 6,0% di giugno e luglio e dal 5,6% di maggio. A gennaio era al 5,5%, il valore più basso della serie mensile Eurostat, che per l’Italia parte dal 1983. In sette mesi il tasso ha quindi recuperato 0,7 punti, e quasi tutto l’aumento si è concentrato nell’estate.

Secondo le stime Eurostat aggiornate l’8 ottobre, i disoccupati in Italia sono 1 milione 591 mila: 159 mila in più rispetto a maggio e 128 mila in più rispetto ad agosto 2025. Nello stesso periodo il tasso dell’area euro è rimasto quasi fermo, al 6,4%, e quello dell’Unione europea al 6,1%.

6,2%Tasso di disoccupazione in Italia, agosto 2026 (agosto 2025: 5,7%)
+128 milaDisoccupati in Italia rispetto ad agosto 2025 (area euro: +267 mila)
20,3%Disoccupazione dei giovani sotto i 25 anni in Italia (area euro: 15,0%)

Il vantaggio sull’area euro si riduce

Per l’Italia è un cambio di direzione rispetto agli ultimi anni. All’inizio del 2019 la disoccupazione italiana era al 10,3%, oltre due punti e mezzo sopra la media dell’area euro (7,8%). Da allora il divario si è chiuso progressivamente e, da giugno 2025, il tasso italiano è stabilmente sotto quello dell’area euro. A gennaio di quest’anno la distanza era di 0,8 punti (5,5% contro 6,3%); ad agosto si è ridotta a 0,2 punti (6,2% contro 6,4%).

Negli altri grandi Paesi le tendenze sono più lente. La Spagna continua a scendere e arriva al 10,0%, mezzo punto in meno in un anno. La Francia è salita dal 7,8% all’8,2% in dodici mesi, la Germania dal 3,8% al 4,0%. Sono aumenti graduali, distribuiti su tutto l’anno; in Italia, invece, la variazione si è concentrata tra maggio e agosto.

Tasso di disoccupazione, 2019-2026
% della forza lavoro 15-74 anni, dati mensili destagionalizzati, gennaio 2019 – agosto 2026
ItaliaArea euroGermania, Francia, Spagna

0 3 6 9 12 15 18 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 Spagna 10,0 Francia 8,2 Area euro 6,4 Italia 6,2 Germania 4,0 gen. 2026: 5,5

Fonte: Eurostat, dataset une_rt_m (dati destagionalizzati). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

In Europa, tra gli aumenti più ampi

Su base annua, l’aumento italiano di 0,5 punti è il quinto più ampio dell’Unione, dopo quelli di Lussemburgo e Malta (+0,9), Estonia (+0,8) e Austria (+0,7). Nella media europea la variazione è di appena un decimo di punto, sia nell’UE sia nell’area euro. In dodici Paesi la disoccupazione è scesa o rimasta stabile, con la Grecia in testa (−1,4 punti, al 7,4%), seguita da Lituania (−0,8) e da Croazia, Danimarca e Slovenia (−0,6).

Anche in valore assoluto il peso dell’Italia è evidente. Nell’area euro i disoccupati sono aumentati di 267 mila in un anno, a 11 milioni 357 mila: i 128 mila in più registrati in Italia valgono quasi la metà di questo aumento. Con il 6,2% l’Italia resta comunque a metà classifica: undicesima su 27 per livello del tasso, sotto la Francia (8,2%), la Spagna (10,0%) e la Finlandia (9,9%), ma sopra la Germania (4,0%) e i Paesi Bassi (4,0%).

Variazione della disoccupazione in un anno
Differenza in punti percentuali tra agosto 2026 e agosto 2025; a destra il tasso di agosto 2026 (%), dati destagionalizzati
ItaliaUE-27 e area euroAltri Paesi UE

−1,5 −1,0 −0,5 0 +0,5 +1,0 Tasso ago. 2026 Lussemburgo +0,9 7,3 Malta +0,9 3,4 Estonia +0,8 8,0 Austria +0,7 6,7 Italia +0,5 6,2 Francia +0,4 8,2 Ungheria +0,4 4,7 Romania +0,3 6,4 Slovacchia +0,3 5,7 Germania +0,2 4,0 Polonia +0,2 3,4 Svezia +0,2 8,9 Area euro +0,1 6,4 UE-27 +0,1 6,1 Cechia +0,1 3,2 Lettonia +0,1 7,3 Paesi Bassi +0,1 4,0 Irlanda 0,0 5,0 Cipro −0,1 4,1 Belgio −0,2 5,9 Bulgaria −0,2 3,5 Finlandia −0,2 9,9 Portogallo −0,2 5,7 Spagna −0,5 10,0 Croazia −0,6 4,3 Danimarca −0,6 5,9 Slovenia −0,6 3,4 Lituania −0,8 6,1 Grecia −1,4 7,4

Fonte: Eurostat, dataset une_rt_m (dati destagionalizzati). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Giovani e donne, gli aumenti maggiori

L’aumento riguarda tutti i gruppi, ma con intensità diverse. Tra gennaio e agosto la disoccupazione degli uomini è passata dal 5,1% al 5,7%, quella delle donne dal 6,0% al 6,8%. Il tasso femminile è così tornato sopra la media dell’area euro (6,7%), mentre quello maschile resta sotto (6,2%).

Il movimento più forte riguarda i giovani. Tra i ragazzi sotto i 25 anni la disoccupazione era scesa al 17,7% a maggio, e ad agosto è risalita al 20,3%: 2,6 punti in tre mesi. Nell’area euro il tasso giovanile è al 15,0%, in lieve calo rispetto all’inizio dell’anno. La distanza tra Italia ed Europa, che a maggio si era ridotta a 2,5 punti, è tornata a 5,3 punti.

Disoccupazione in Italia per gruppo, gennaio e agosto 2026
% della forza lavoro, dati mensili destagionalizzati; confronto con l’area euro ad agosto 2026
Italia, gennaio 2026Italia, agosto 2026Area euro, agosto 2026

0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 Totale (15-74 anni) 5,5 6,2 6,4 Uomini 5,1 5,7 6,2 Donne 6,0 6,8 6,7 Giovani sotto i 25 anni 18,7 20,3 15,0

Fonte: Eurostat, dataset une_rt_m (dati destagionalizzati). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Cosa dice, e cosa non dice, il dato

Il dato mensile va letto con prudenza. Le stime italiane, prodotte dall’ISTAT sulla base della rilevazione sulle forze di lavoro, oscillano molto da un mese all’altro e vengono spesso riviste; quelle sui giovani, basate su campioni più piccoli, sono ancora più variabili. Un singolo mese non basta a parlare di inversione di tendenza. Tre mesi consecutivi di aumento, con un salto di oltre mezzo punto, sono però un segnale da seguire.

Il tasso di disoccupazione, inoltre, non dice da solo se il mercato del lavoro si stia indebolendo. Può salire perché si perdono posti di lavoro, ma anche perché più persone, prima inattive, tornano a cercare un impiego. Per capire quale dei due effetti prevalga serviranno i dati su occupati e inattivi e i prossimi aggiornamenti mensili, a partire da quello di settembre. Il contesto, comunque, non aiuta: nei mesi segnati dallo shock energetico la produzione industriale italiana è rimasta debole e la crescita del PIL ha rallentato.