Il cherosene è stato tra le materie prime più colpite dalla crisi nello Stretto di Hormuz, e molte compagnie aeree hanno introdotto supplementi carburante sui biglietti. Eppure i passeggeri non sono diminuiti. Secondo i dati Eurostat sul trasporto aereo, tra gennaio e aprile 2026 gli aeroporti italiani hanno registrato 55,3 milioni di passeggeri, contro 52,7 milioni nello stesso periodo del 2025: +5,0%.
Il 2025 era già stato un anno record, con circa 193 milioni di passeggeri trasportati. Aprile 2026, con 17,2 milioni, supera del 3,1% aprile 2025.
Il confronto europeo
La Spagna, primo mercato aereo dell’Unione per passeggeri, cresce del 4,1% nel primo trimestre 2026. La Germania, invece, mostra la dinamica più debole: -0,2% nel quadrimestre, con aprile (16,3 milioni) sotto aprile 2025 (17,5). Il mercato tedesco sconta tasse sui biglietti tra le più alte d’Europa e una ripresa post-pandemica mai completata.
Cosa significa per i territori
Per molte destinazioni italiane, in particolare al Sud e nelle isole, l’aereo è l’unico canale di accesso per i turisti stranieri. La tenuta del traffico nei mesi più difficili della crisi energetica è una buona notizia per la stagione estiva; resta da capire quanto l’aumento delle tariffe abbia cambiato la composizione dei viaggiatori, a vantaggio di chi ha una maggiore capacità di spesa.