Nelle settimane più calde della crisi energetica si temeva un contraccolpo sul turismo: voli più cari, carburanti alle stelle, famiglie europee più prudenti. I dati mensili Eurostat sulle presenze nelle strutture ricettive italiane dicono che, almeno fino ad aprile, non è andata così. Tra gennaio e aprile i turisti non residenti hanno trascorso in Italia 62,2 milioni di notti, contro 59,3 milioni nei primi quattro mesi del 2025: +5,0%.
Ad aprile, il mese di Pasqua e il secondo della crisi energetica, le presenze straniere sono state 23,1 milioni, il 6,8% in più di aprile 2025. Il turismo interno è stabile: 45,6 milioni di notti di italiani nel quadrimestre, contro 46,0 un anno prima.
La stagionalità del turismo italiano
Il quadrimestre invernale e primaverile vale però solo una parte dell’anno. Il grafico del 2025 mostra quanto il turismo italiano resti concentrato nei mesi estivi: ad agosto le notti degli italiani (51,5 milioni) superano quelle degli stranieri (44,1), mentre in tutti gli altri mesi sono gli stranieri a prevalere, con un picco a luglio (47,8 milioni).
Le incognite dell’estate
Il vero test sarà l’estate. La fine del conflitto a giugno ha allentato la pressione sui prezzi, ma l’inflazione energetica in Italia resta sopra il 10% e il costo dei voli è aumentato. Per le destinazioni che dipendono dal turismo domestico — molte località balneari del Sud — il rischio maggiore viene proprio dal potere d’acquisto delle famiglie italiane.