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Settimana 14 · Marzo 2026

Disoccupazione giovanile: l’Italia scende al 18,5%, ma resta lontana dall’Europa

A gennaio 2026 il tasso di disoccupazione degli under 25 in Italia è al 18,5%, il valore più basso della serie recente. Il divario con la media UE (15,4%) si riduce a 3,1 punti.

Il mercato del lavoro giovanile italiano chiude il primo mese del 2026 con un segnale incoraggiante. Secondo le stime mensili destagionalizzate di Eurostat, a gennaio il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni è sceso al 18,5%, contro il 20,5% di un anno prima e il 22,6% di gennaio 2023.

Nello stesso periodo la media dell’Unione europea è salita: dal 14,2% di inizio 2023 al 15,4%. Il risultato è che la distanza tra Italia e UE, che tre anni fa superava gli 8 punti, oggi è di 3,1 punti.

Disoccupazione giovanile (15-24 anni), gennaio 2023 – gennaio 2026
% della forza lavoro, dati mensili destagionalizzati
ItaliaSpagnaFranciaUE-27Germania

051015202530gen 23lug 23gen 24lug 24gen 25lug 25gen 2624,021,118,515,47,4

Fonte: Eurostat, dataset une_rt_m. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Un avvicinamento a due velocità

Il confronto con i grandi Paesi europei racconta dinamiche diverse. La Spagna, storicamente il caso peggiore, scende dal 29,5% al 24,0%. La Francia fa il percorso opposto: dal 16,8% al 21,1%, con un peggioramento marcato dall’autunno 2025. Anche la Germania, con il suo sistema duale di formazione, vede salire la disoccupazione giovanile dal 5,8% al 7,4%, segno di una manifattura in difficoltà.

Per l’Italia il calo della disoccupazione giovanile va però letto con prudenza. Il tasso misura chi cerca lavoro, non chi ha smesso di cercarlo: una parte del miglioramento riflette la riduzione della popolazione giovane e la bassa partecipazione al mercato del lavoro, che resta tra le più basse d’Europa. La serie mensile italiana, inoltre, è volatile: oscillazioni di un punto da un mese all’altro sono frequenti.

Cosa guardare nei prossimi mesi

Lo shock energetico legato alla crisi nello Stretto di Hormuz, iniziata a fine febbraio, è il primo vero test per questa tendenza. I giovani sono i primi a essere esclusi quando le imprese rinviano le assunzioni: se i rincari di energia e trasporti dovessero raffreddare turismo e servizi — i settori che più assumono under 25 — la discesa potrebbe interrompersi già in primavera.