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Settimana 45 · Novembre 2026

PIL, l’Italia si ferma nel terzo trimestre: crescita zero, l’Europa a +0,5%

Tra luglio e settembre il PIL italiano è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre l'Unione europea è cresciuta dello 0,5%. Sull'anno l'Italia segna +0,8%, circa la metà della media UE (+1,5%).

Tra luglio e settembre 2026 il prodotto interno lordo italiano è rimasto fermo: 0,0% rispetto al trimestre precedente, al netto della stagionalità e in volume. Nello stesso periodo l’Unione europea è cresciuta dello 0,5% e l’area euro dello 0,4%. È la stima preliminare pubblicata da Eurostat il 30 ottobre 2026, che per l’Italia segna il risultato più debole dal secondo trimestre del 2025, quando la variazione era stata ugualmente nulla.

Sull’anno la crescita italiana scende allo 0,8%, dall’1,0% del secondo trimestre: circa la metà della media UE (+1,5%) e meno dell’area euro (+1,3%). Il quadro però non è solo negativo: rispetto alla fine del 2019, l’ultimo trimestre prima della pandemia, il PIL italiano è più alto dell’8,7%, un risultato vicino alla media europea e superiore a quello di Germania e Francia.

0,0%PIL Italia, 3° trimestre 2026 sul trimestre precedente (UE-27: +0,5%)
+0,8%PIL Italia, 3° trimestre 2026 sullo stesso trimestre del 2025 (UE-27: +1,5%)
+8,7%PIL Italia in volume rispetto al 4° trimestre 2019 (UE-27: +9,1%)

Un anno di frenata graduale

La crescita zero arriva al termine di una discesa lenta. Dopo lo 0,4% del primo trimestre 2025 e lo stop del secondo, il PIL italiano era aumentato dello 0,3% per tre trimestri consecutivi, poi dello 0,2% in primavera e ora dello 0,0%. L’andamento europeo è stato più irregolare: dopo lo 0,1% di inizio 2026, l’Unione ha accelerato allo 0,7% nel secondo trimestre e ha tenuto allo 0,5% nel terzo.

Il risultato è che il divario tra Italia e UE, che nel 2025 era stato contenuto, si è allargato negli ultimi due trimestri: mezzo punto in primavera, mezzo punto in estate. Sulla variazione annua la distanza è di 0,7 punti.

Variazione del PIL sul trimestre precedente
In %; dati in volume destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi
ItaliaUE-27

0,0 0,2 0,4 0,6 0,8 0,1 0,5 3° tr.2024 0,1 0,4 4° tr.2024 0,4 0,4 1° tr.2025 0,0 0,1 2° tr.2025 0,3 0,4 3° tr.2025 0,3 0,3 4° tr.2025 0,3 0,1 1° tr.2026 0,2 0,7 2° tr.2026 0,0 0,5 3° tr.2026

Fonte: Eurostat, dataset namq_10_gdp (stima preliminare del 30 ottobre 2026). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

In Europa: Spagna avanti, Francia indietro

Eurostat ha pubblicato la stima del terzo trimestre per 15 Paesi dell’Unione. L’Italia è tredicesima: fanno peggio solo la Francia, con un calo dello 0,1%, e la Lituania, con un calo dell’1,0%. La Spagna conferma il suo passo, con lo 0,6% sul trimestre e il 2,7% sull’anno, come i Paesi Bassi (0,6%) e l’Estonia (0,6%). La Germania cresce dello 0,2% e sull’anno sale all’1,2%, dall’1,0% del trimestre precedente.

Il caso francese è il più simile a quello italiano, ma più marcato: dopo il calo del primo trimestre (−0,2%) e lo zero del secondo, la Francia chiude l’estate con il PIL più basso di un anno prima (−0,1%). L’Irlanda, con una stima del +5,5%, è esclusa dal grafico per leggibilità: i suoi conti nazionali sono soggetti a oscillazioni molto ampie.

PIL, 3° trimestre 2026: variazione sul trimestre precedente
In %; Paesi UE con stima preliminare disponibile, Irlanda esclusa (+5,5%)

Spagna +0,6 Paesi Bassi +0,6 Estonia +0,6 Cechia +0,5 Finlandia +0,5 UE-27 +0,5 Svezia +0,4 Area euro +0,4 Belgio +0,3 Germania +0,2 Austria +0,2 Portogallo +0,2 Ungheria +0,1 Italia 0,0 Francia −0,1 Lituania −1,0

Fonte: Eurostat, dataset namq_10_gdp (stima preliminare del 30 ottobre 2026). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Rispetto al 2019, l’Italia è in linea con l’Europa

Allargando lo sguardo, il quadro cambia. Dal quarto trimestre del 2019 al terzo del 2026 il PIL italiano in volume è cresciuto dell’8,7%, contro il 9,1% dell’Unione e l’8,2% dell’area euro. Nello stesso arco di tempo la Francia è cresciuta del 6,1% e la Germania del 2,1%. Solo la Spagna, tra i grandi Paesi, ha fatto molto meglio (+12,6%).

La frenata degli ultimi trimestri, quindi, non cancella il recupero del dopo-pandemia, ma ne indica il rallentamento: nell’ultimo anno l’economia italiana è cresciuta meno della media europea e la sua spinta si è progressivamente esaurita.

Crescita cumulata del PIL dal 4° trimestre 2019 al 3° trimestre 2026
In %; indice in volume destagionalizzato (2020 = 100)

Spagna +12,6% UE-27 +9,1% Italia +8,7% Area euro +8,2% Francia +6,1% Germania +2,1%

Fonte: Eurostat, dataset namq_10_gdp (stima preliminare del 30 ottobre 2026). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Una stima da confermare

Il dato è preliminare e si basa su informazioni ancora incomplete: potrà essere rivisto, anche di un decimo di punto, con i prossimi rilasci, che diranno anche da quali componenti della domanda è venuta la crescita o la sua assenza. Per alcuni Paesi, tra cui Germania, Spagna e Paesi Bassi, Eurostat segnala i valori come provvisori, per altri, come Portogallo, Finlandia e Irlanda, come stime.