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Settimana 44 · Ottobre 2026

Debito pubblico, l’Italia sale al 136,7% del PIL. Il deficit scende al 3,1%, come la media UE

Nel 2025 il debito pubblico italiano è salito al 136,7% del PIL, secondo nell'UE dopo la Grecia, mentre il deficit è sceso al 3,1%, come la media europea. La spesa per interessi, al 3,8% del PIL, è la più alta dell'Unione insieme a quella ungherese.

Nel 2025 il debito delle amministrazioni pubbliche italiane è salito al 136,7% del PIL, dal 134,3% del 2024 e dal 134,0% del 2023. In valore assoluto ha raggiunto 3.097 miliardi di euro, 129 miliardi in più in un anno. Tra i 27 Paesi dell’Unione solo la Grecia ha un rapporto più alto (145,4%), mentre la media UE è all’81,5%.

Il deficit, al contrario, ha continuato a scendere: 3,1% del PIL, lo stesso valore della media europea, dal 3,4% del 2024 e dall’8,1% del 2022. Sono i dati della notifica di ottobre sui conti pubblici, pubblicati da Eurostat il 21 ottobre 2026, che fotografano un Paese con un disavanzo ormai nella media dell’Unione, ma con un debito che torna a crescere e con la spesa per interessi più alta d’Europa.

136,7%Debito pubblico in % del PIL, Italia 2025 (UE-27: 81,5%)
−3,1%Saldo di bilancio in % del PIL, Italia 2025 (UE-27: −3,1%; Italia 2022: −8,1%)
3,8%Spesa per interessi in % del PIL, Italia 2025 (UE-27: 1,9%)

Il deficit torna nella media europea

Prima della pandemia il disavanzo italiano oscillava tra il 2,2% e il 2,5% del PIL, e nel 2019 era sceso all’1,5%. Nel 2020 è salito al 9,4% (media UE 6,7%) e è rimasto alto più a lungo: nel 2022, quando la media UE era già tornata al 3,1%, l’Italia era ancora all’8,1%, e nel 2023 al 7,1%. Il rientro è arrivato negli ultimi due anni, con il 3,4% del 2024 e il 3,1% del 2025.

Il risultato colloca l’Italia a metà classifica. Nove Paesi hanno chiuso il 2025 con un deficit più ampio: la Romania (7,8%), la Polonia (7,2%), il Belgio (5,2%), la Francia (5,1%), l’Ungheria (4,7%), la Slovacchia (4,4%), l’Austria (4,1%), la Bulgaria (4,0%) e la Finlandia (3,8%). La Germania è al 2,9%, la Spagna al 2,4%. Cinque Paesi hanno i conti in attivo: Cipro (+3,6%), Danimarca (+2,9%), Grecia (+2,0%), Irlanda (+1,8%) e Portogallo (+0,7%). Il disavanzo italiano resta comunque appena sopra la soglia del 3% prevista dalle regole europee.

Saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche, 2015-2025
In % del PIL; i valori negativi indicano un deficit
ItaliaMedia UE-27

0 −2 −4 −6 −8 −10 Soglia −3% 2015 2017 2019 2021 2023 2025 Italia −3,1 UE-27 −3,1 2020: Italia −9,4 2022: −8,1

Fonte: Eurostat, dataset gov_10dd_edpt1 (notifica di ottobre 2026). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Il debito risale per il secondo anno

Dopo il picco del 2020 (154,7% del PIL) il rapporto tra debito e prodotto era sceso fino al 134,0% del 2023, tornando ai livelli precedenti la pandemia. Da allora ha ripreso a salire: 134,3% nel 2024 e 136,7% nel 2025. Nello stesso periodo la Grecia, che resta il Paese più indebitato dell’Unione, ha ridotto il proprio rapporto dal 209,4% del 2020 al 145,4%. Dopo l’Italia vengono la Francia (115,7%), il Belgio (108,1%) e la Spagna (100,5%); la Germania è al 62,8%.

La distanza tra un deficit in calo e un debito in crescita non è una contraddizione. Il rapporto tra debito e PIL dipende dal disavanzo dell’anno, dalla crescita del PIL nominale e da operazioni che modificano il debito senza passare dal saldo di bilancio, come la gestione della liquidità del Tesoro o gli effetti di cassa di spese registrate in anni precedenti. Nel 2025 il deficit italiano è stato di 69,7 miliardi di euro, mentre il debito è aumentato di 129 miliardi: la differenza è dovuta a questa terza componente, che i dati di Eurostat sul debito non scompongono nel dettaglio.

Debito pubblico nei Paesi dell’UE, 2025
Debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche, in % del PIL

Grecia 145,4 Italia 136,7 Francia 115,7 Belgio 108,1 Spagna 100,5 Portogallo 89,2 Finlandia 88,4 Media UE-27 81,5 Austria 80,7 Ungheria 74,4 Slovenia 65,1 Germania 62,8 Slovacchia 60,5 Polonia 59,6 Romania 58,9 Croazia 55,7 Cipro 52,3 Malta 46,3 Lettonia 46,2 Paesi Bassi 44,7 Cechia 44,2 Lituania 39,3 Svezia 35,1 Irlanda 34,8 Bulgaria 29,9 Danimarca 27,2 Lussemburgo 26,0 Estonia 24,0

Fonte: Eurostat, dataset gov_10dd_edpt1 (notifica di ottobre 2026). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Interessi: il conto più alto d’Europa

Nel 2025 le amministrazioni pubbliche italiane hanno pagato 87,2 miliardi di euro di interessi, pari al 3,8% del PIL: il valore più alto dell’Unione insieme all’Ungheria e il doppio della media UE (1,9%). La Grecia, con un debito più alto in rapporto al PIL, spende il 3,1%; la Spagna il 2,4%, la Francia il 2,2%, la Germania l’1,1%. Nel 2019 la spesa italiana per interessi era al 3,3% del PIL.

Il confronto tra le due voci spiega il peso del debito sul bilancio: la spesa per interessi (3,8% del PIL) è superiore al deficit complessivo (3,1%). Al netto degli interessi, quindi, i conti pubblici italiani sono in attivo, e il disavanzo deriva interamente dal costo del debito accumulato.

Spesa per interessi, 2025
Interessi pagati dalle amministrazioni pubbliche, in % del PIL: i Paesi oltre la media UE e la Germania

Italia 3,8 Ungheria 3,8 Grecia 3,1 Romania 2,8 Polonia 2,5 Spagna 2,4 Belgio 2,3 Francia 2,2 Portogallo 2,0 Media UE-27 1,9 Germania 1,1

Fonte: Eurostat, dataset gov_10dd_edpt1 (notifica di ottobre 2026). Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Il 2026 parte in salita

I dati trimestrali, pubblicati lo stesso giorno, indicano che la crescita del debito è proseguita anche nel 2026. Alla fine del secondo trimestre il debito italiano era di 3.208,5 miliardi di euro, pari al 139,9% del PIL, contro il 136,7% della fine del 2025. Nello stesso periodo il rapporto della Grecia è sceso dal 146,2% al 140,8%: la distanza tra i due Paesi si è ridotta a 0,9 punti. La media UE è all’82,9%. I valori del 2026 sono provvisori e saranno rivisti con le prossime notifiche.

Il dato del 2025 resta il riferimento per la valutazione dei conti in sede europea. La prossima notifica, prevista nell’aprile 2027, dirà se il deficit del 2026 è sceso sotto la soglia del 3% e se la risalita del debito si è fermata.