Ad agosto è successo qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impossibile: la Francia ha pagato per indebitarsi a dieci anni più dell’Italia. Secondo le medie mensili Eurostat, il rendimento dell’OAT decennale è salito al 4,00%, contro il 3,99% del Btp. La differenza è minima, ma il segnale è forte.
Lo spread tra Btp e Bund tedesco è a 80 punti base, stabile rispetto a luglio (81), mentre quello francese è salito a 82, dai 66 di febbraio. Anche la Grecia (3,87%) si finanzia ormai a un costo inferiore a quello di Parigi.
Perché i mercati premiano l’Italia
Il giudizio dei mercati riflette la traiettoria più che il livello. L’Italia ha ancora un debito più alto (137,1% del PIL contro il 115,6% francese), ma un deficit sceso al 3,1%, mentre la Francia resta sopra il 5% e vive una fase di instabilità politica che rende incerta ogni correzione. A questo si aggiunge la stabilità del governo italiano, un fattore che gli investitori pesano sempre di più.
Resta però un dato che relativizza il successo: in termini assoluti i rendimenti sono saliti per tutti. Il Btp costa oltre mezzo punto in più rispetto a febbraio (3,39%), e il Bund tedesco è al 3,19%. Il costo del debito per lo Stato italiano, insomma, continua ad aumentare, anche se meno di quello dei vicini.