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Settimana 12 · Marzo 2026

Il divario che non si chiude: il PIL pro capite delle regioni italiane

Nel 2024 un abitante della Provincia di Bolzano produce 2,8 volte il reddito di un calabrese, a parità di potere d'acquisto. Dieci anni di dati Eurostat mostrano un Mezzogiorno fermo tra il 57% e l'84% della media europea.

L’Italia, nel suo insieme, vale il 98% della media europea in termini di PIL per abitante a parità di potere d’acquisto (PPS): un dato che, preso da solo, racconta un Paese nella media. Ma la media nasconde due Italie. Secondo le stime regionali pubblicate da Eurostat a febbraio 2026, nel 2024 la Provincia autonoma di Bolzano si colloca a 161 (UE = 100), la Lombardia a 132, mentre la Calabria è ferma a 57, la Campania e la Puglia a 64, la Sicilia a 61.

Tradotto: a parità di potere d’acquisto, un abitante di Bolzano genera in media 2,8 volte il valore prodotto da un abitante della Calabria.

PIL pro capite nelle regioni italiane, 2024
In standard di potere d'acquisto (PPS), media UE-27 = 100
MezzogiornoCentro-Nord

Prov. Bolzano161Lombardia132Valle d'Aosta125Prov. Trento125Emilia-Romagna117Lazio113Veneto109Toscana103Liguria102Friuli-Venezia Giulia102Piemonte101Marche89Umbria85Abruzzo84Basilicata74Sardegna73Molise72Campania64Puglia64Sicilia61Calabria57

Fonte: Eurostat, dataset nama_10r_2gdp. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Dieci anni senza convergenza

Il dato più preoccupante non è la distanza, ma la sua stabilità. Nel 2014 la Calabria era a 59, oggi è a 57; la Campania è passata da 63 a 64, la Puglia da 63 a 64. In un decennio che ha visto una pandemia, il PNRR e una ripresa dell’occupazione, le regioni del Sud hanno guadagnato al massimo uno o due punti rispetto all’Europa.

Qualche segnale positivo c’è: la Sardegna sale da 71 a 73, la Basilicata da 70 a 74. Ma nel frattempo anche regioni del Centro-Nord hanno perso terreno: il Lazio scende da 119 a 113, la Liguria da 106 a 102, il Piemonte resta intorno a 101.

Dieci anni di PIL pro capite: Sud, Italia e Lombardia
PPS, media UE-27 = 100
CalabriaCampaniaPugliaItaliaLombardia

40608010012014020142016201820202022202413298646457

Fonte: Eurostat, dataset nama_10r_2gdp. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Cosa significa per le politiche pubbliche

La soglia del 75% della media UE è quella che la politica di coesione europea usa per classificare le regioni meno sviluppate. Con i dati 2024, sotto quella soglia restano tutte e otto le regioni del Mezzogiorno tranne l’Abruzzo: Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. È la fotografia di un Paese in cui le risorse per la coesione non sono un capitolo accessorio del bilancio, ma una condizione per tenere insieme il mercato interno.

Per le amministrazioni del Sud la lettura è doppia: il ritardo strutturale resta, ma la stabilità degli ultimi anni dice anche che il divario non si sta allargando. La sfida del ciclo 2021-2027 è trasformare la tenuta in convergenza, misurando i risultati degli investimenti e non solo la spesa.