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Settimana 25 · Giugno 2026

Laureati: l’Italia penultima in Europa, e nel 2025 torna indietro

Solo il 31,1% dei giovani italiani tra 25 e 34 anni ha una laurea, contro il 44,8% della media UE. Peggio fa solo la Romania. E per la prima volta da anni il dato italiano scende.

L’Europa si è data un obiettivo per il 2030: il 45% dei giovani tra 25 e 34 anni con un titolo di studio terziario (laurea, diploma ITS o equivalente). Nel 2025 l’Unione nel suo insieme è praticamente arrivata: 44,8%. L’Italia è a 31,1%, 26ª su 27, davanti alla sola Romania (23,0%) e con l’Ungheria (32,6%) appena sopra.

Il dato più preoccupante è la direzione. Dopo un decennio di crescita lenta ma costante, nel 2025 la quota italiana scende dal 31,6% al 31,1%. Il calo riguarda sia gli uomini (24,7%) sia le donne (37,8%).

Giovani di 25-34 anni con istruzione terziaria, 2025
% della popolazione di 25-34 anni (livelli ISCED 5-8)
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Irlanda66,8Lussemburgo65,2Lituania60,8Cipro60,0Paesi Bassi56,1Francia55,8Svezia53,6Belgio52,7Danimarca52,5Spagna52,5Malta47,7Polonia45,2UE-2744,8Lettonia44,7Estonia44,3Austria43,7Grecia42,8Slovenia42,8Portogallo42,5Croazia42,0Bulgaria41,2Germania40,9Finlandia38,2Slovacchia36,3Cechia36,0Ungheria32,6Italia31,1Romania23,0

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_03. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Il divario di genere al contrario

In Italia, come nel resto d’Europa, le donne si laureano molto più degli uomini: 37,8% contro 24,7%. Un divario di oltre 13 punti che non si traduce, come vedremo, in un pari accesso al lavoro. Ma anche le giovani italiane sono lontane dalla media europea: la quota delle donne laureate nell’UE ha superato il 50%.

Giovani laureati 25-34 anni, 2010-2025
% della popolazione di 25-34 anni
UE-27 – totaleItalia – donneItalia – totaleItalia – uomini

102030405020102013201620192022202544,837,831,124,7

Fonte: Eurostat, dataset edat_lfse_03. Elaborazione: Andrea Troisi · TroisiInsight · Troisi Ricerche.

Perché conta

Il ritardo italiano ha cause che si sommano: un’offerta di istruzione terziaria professionalizzante (gli ITS Academy) ancora ridotta rispetto a Germania e Francia, un rendimento economico della laurea più basso che altrove, e l’emigrazione di una parte dei laureati, che non vengono più conteggiati tra i residenti. Il risultato è un circolo vizioso: le imprese investono poco in innovazione anche perché trovano poche competenze, e i giovani qualificati partono perché le imprese investono poco.