Il primo trimestre del 2026 è quello in cui lo shock energetico ha iniziato a mordere, anche se solo nell’ultimo mese. Secondo le stime Eurostat, il PIL dell’Unione europea è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, il ritmo più basso da oltre due anni. Il dato europeo è però appesantito dall’Irlanda (-7,8%), il cui PIL oscilla per le operazioni contabili delle multinazionali.
L’Italia cresce dello 0,3%, lo stesso ritmo del trimestre precedente. Meglio la Spagna (+0,6%) e, a sorpresa, la Germania (+0,4%), dopo due anni di sostanziale stagnazione. In calo la Francia (-0,2%).
Il secondo trimestre sarà più difficile
Il primo trimestre ha incorporato lo shock dei prezzi solo per marzo. Il secondo lo subirà per intero: carburanti e bollette più cari riducono il potere d’acquisto delle famiglie, mentre la manifattura energivora — chimica, carta, ceramica, metallurgia — rallenta la produzione. D’altra parte, le esportazioni verso i mercati extra-europei e il turismo potrebbero sostenere l’attività, e la fine della guerra potrebbe arrivare prima dell’estate.
Per l’Italia, un’economia che negli ultimi due anni è cresciuta a ritmi tra lo zero e lo 0,3% a trimestre, la differenza tra tenuta e stagnazione è di pochi decimali. Il dato di luglio sul secondo trimestre sarà decisivo.